L’ESPRESSO RINNEGA LA SUA TRADIZIONE

Da oltre mezzo secolo l’Espresso  aveva abituato alle campagne a sostegno del fare le riforme. Ora cambia idea e fa campagne per l’immobilismo.

Il fondo odierno descrive una condizione parlamentare disastrosa facendo concorrenza agli avversari sfegatati  delle istituzioni; ma poi inverte la rotta e sposa l’immobilismo del NO al referendum sul taglio del numero dei parlamentari.

Afferma che la crisi richiede più politica e più stato, senza rendersi conto che più politica e più stato conseguono dal ridurre la quantità di parlamentari, tenendo conto delle critiche dei cittadini e migliorando la qualità del confronto politico. Più prestigio, più autorevolezza e più peso alle istituzioni non derivano dal restare fermi ad una maggior quantità di parlamentari eletti. Derivano dal potenziare la qualità del dibattito sulle idee e la trasparente coerenza percepibile dei comportamenti, che sono agevolate dal ridurre il numero degli eletti.

Il SI al taglio dei parlamentari corrisponde alla natura della democrazia rappresentativa. Ne migliora il funzionamento e l’accettazione civica.

Non per caso, sempre sull’Espresso il secondo articolo ha un titolo a titoli cubitali E’ URGENTE UNA RIFORMA OPPURE  ARRIVERA’  L’AUTORITARSIMO. Appunto. Per questo è indispensabile votare SI al Referendum.