Il No di Tesauro per tesaurizzare gli amici

Due ex Presidenti della Corte Costituzionale, Giuseppe Tesauro e Valerio Onida, la pensano all’opposto sul Referendum del 20 settembre. Tesauro sventola la bandiera dell’immobilismo dicendo che la riduzione degli eletti limita la qualità del parlamento e mette l’Italia in coda quanto a rapporto elettori eletti. Onida giustamente ribatte che, con il taglio, le Camere potranno funzionare meglio anche senza correttivi. Che è l’effettiva realtà internazionale , ma che Tesauro, professore di diritto internazionale, finge di non conoscere. Tesauro e quelli del NO dovrebbero ricordare che oltre il 50% delle leggi che passano in Parlamento sono il recepimento di direttive europee. Ma il Parlamento non riesce nemmeno a recepirle regolarmente, come fanno gli altri paesi, nei tempi e nei modi. Perché non citare i miliardi di infrazioni che i cittadini pagano all’Europa a causa di un Parlamento inefficiente?
Tesauro è il tipico conservatore che custodisce le proprie relazioni privilegiate con gli amici. E più parlamentari ci sono da eleggere, più è agevole custodirle. Dopo oltre 30 anni di tentativi non portati a termine, ora si può sfoltire il Parlamento per rinvigorirlo, ed insieme attivare un dibattito elettorale più attento alla qualità delle idee e dei progetti. Tesauro sorvola su queste cose, fissandosi sul dire che risparmiare un caffè non basta. Intanto però il risparmio c’è e non va diviso per italiano ma per progetti che si potrebbero realizzare per gli italiani. Dunque qualità e risparmio (anche se piccolo) sono le cifre concrete del votare SI il 20 settembre.